La Magia di San Gregorio Armeno
a cura di Deborah Vassallo

Difficile rendere l’idea con parole efficaci del caos di botteghe, negozietti e bancarelle coloratissime che compongono Via San Gregorio Armeno.
Sopraffatti e attratti dalla quantità e dai colori, anche i napoletani non si lasciano mai sfuggire una passeggiata nel periodo natalizio.
Il paradiso del presepe: dalle casette di sughero o di cartone in varie dimensioni, agli oggetti “meccanici” mossi dall’energia elettrica come fuochi e fiumi, dai pastori di terracotta dipinti a mano a quelli alti 40 cm con abiti di stoffa cuciti minuziosamente. Pastori venditori di salumi e formaggi, pescivendoli con i carretti carichi di merce, il macellaio e l’acquaiola, il pizzaiolo vero che sforna pizze ogni dieci secondi, i classici come Benino, il pastore sonnacchioso, i Re Magi e naturalmente la Sacra Famiglia, in tutte le dimensioni, fattezze e prezzi.

Non occorre essere necessariamente estimatori del classico presepe per trovare un significato nella passeggiata faticosa, che costringe a sgomitare per avanzare, tra centinaia di turisti in gita nelle vacanze natalizie.
Accanto a vere e proprie opere d’arte, frutto del lavoro di famiglie artigiane che si tramandano il mestiere da intere generazioni, si trovano oggetti sui generis, che raccontano la fantasia e l’ironia dei napoletani: la statuetta caricatura del politico o del VIP del momento è oramai divenuta uno dei classici sulle bancarelle di via San GregorioArmeno nonché servizio standard dei tg nazionali. Alcuni artigiani si sono specializzati nella realizzazione di questi pastori contemporanei e non appena un personaggio sfila sotto i riflettori della cronaca, ne creano il relativo sosia, enfatizzandone qualche particolare legato all’evento che l’ha reso famoso e fissandolo così nella storia. Da Maradona con il suo pallone negli anni d’oro della squadra di calcio del Napoli, l’allora giudice Di Pietro e la schiera di politici condannati dell’era di Tangentopoli, Sandra e Raimondo e tutta la sfilza di Ruby e colleghe in pompa magna.
Spostandosi dalle rotte principali dei decumani e dai convenzionali percorsi turistici, anche per i napoletani di vecchia data è possibile fare qualche scoperta interessante.

I vicoli lunghi e stretti che collegano il Decumano Maggiore a quello Inferiore sono quelli che custodiscono il vero cuore di San Gregorio: i laboratori degli artigiani.
Sempre disponibili a lasciarvi dare uno sguardo nei misteri del retrobottega (che in ogni caso uno sguardo profano non potrebbe carpire nemmeno con una giornata intera di osservazione), gli artigiani lavorano senza sosta ma senza affanno, perché il lavoro obbliga alla pazienza, tutto l’anno alle proprie opere d’arte.

S. artigiano classe 1949, nel suo minuscolo laboratorio di vico dei Panettieri il cui pavimento è completamente ricoperto di trucioli, ha costruito una riproduzione minuziosa dell'Obelisco dell'Immacolata di piazza del Gesù Nuovo, un’opera magnificente che ha richiesto ben otto mesi per venire alla luce.
“Quasi come un bambino, leggermente prematuro” scherza S. aggiungendo “Non tutto quello che produciamo, viene messo in vendita. Nella mia e nelle case dei miei colleghi troverete sempre qualche costruzione mai vista in giro.
E’ così che conserviamo gelosamente qualche piccolo segreto da mostrare a pochi intimie placare così la delusione di veder andare via i nostri presepi”.
