Napoli servizi e la sua storia /3.
attraverso lo sguardo di Mario Passannanti
Per dare seguito al racconto della storia degli sviluppi aziendali, così come si legge nella sezione reportage nello scorso numero del Magazine Aziendale, nel 2003, a giugno, si avviò una nuova fase di processi con l’assunzione di altri 500 LSU.
Quell’occasione fu il primo tentativo di avviare la diversificazione dei servizi oltre al potenziamento della struttura organizzativa in termini di risorse e fu quindi anche il periodo durante cui si ricorda una svolta della storia aziendale.
Ciò avvenne con il progetto di Decoro Urbano, voluto dall’Amministrazione Comunale in accordo con il Direttore generale di allora Ciro Turiello, il quale mi assegnò il compito di coordinare e interpretare al meglio l’incarico innovativo come opportunità per tentare la prima trasformazione di azienda da soli servizi di Pulizie a Multiservizi.
Ciò avvenne con l’impiego di venti dipendenti – addetti al Decoro Urbano – i quali dopo un periodo di formazione specifica sui temi riguardanti la dignità dei luoghi urbani, misero in pratica l’attività di servizio di osservazione e monitoraggio dei problemi di pulizia e intervento riguardante i siti e luoghi della città compresi nell’area del centro storico sin dall’ora dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità.
Il periodo di osservazione durò otto mesi, durante cui furono evidenziati rilevanti problemi legati alle esigenze di Pulizia di luoghi e ripristino delle superfici di monumenti, inoltre evidenziare una serie d’interventi sbagliati che nel loro insieme ancora oggi, squalificano la dignità/decoro di strade e piazze della città.
Con ciò si tentava di dare un ruolo cerniera al progetto - utilizzare le informazioni dei problemi rilevati in città - tra chi doveva intervenire (Il Comune di Napoli) e chi svolge, sul territorio di competenza, i compiti istituzionali di tutela e valorizzazione dei beni architettonici, storici, artistici e del paesaggistico, anche di proprietà pubblica (Soprintendenza).
Tutto ciò però non ebbe successo poiché gli accordi si sarebbero dovuti istituire con un eventuale protocollo d’intesa tra Enti Pubblici Locali e restanti organismi, a un livello gerarchico più alto, in cui Napoli Servizi, avrebbe potuto partecipare come soggetto affidatario della gestione e manutenzione del Patrimonio immobiliare e urbano.
E fu proprio così! La Società cambia la sua ragione sociale da azienda di “Pulizia ambientale” a Società di “gestione manutenzione patrimoni immobiliari e urbani”.
Nel frattempo il nuovo vertice aziendale sulla base di una debolezza del progetto decoro urbano, decide di dismettere la parte di osservazione e monitoraggio, riallocare le risorse umane in aree amministrative, e far proseguire lo stesso progetto con la parte di attività di realizzazione prevista come fase di chiusura del progetto ossia la manutenzione urbana. Per dire meglio l’attività di osservazione e segnalazione dei problemi fu accantonata, è proseguì solo la volontà legata all’attività d’intervento.
Da quel periodo quindi, nasce in azienda un altro settore nuovo: la Manutenzione Edile che mi vide impegnato nel ruolo di Responsabile, guidato dal Vertice aziendale di allora da Ciro Accetta, e inoltre aprì una nuova possibilità ai dipendenti interni di essere impiegati per le loro reali competenze di mestiere (Idraulici, falegnami, fabbri, imbianchini, ecc).
Il 2003 e poi il 2004 furono i primi anni durante cui si realizzano le prime innovazioni aziendali attraverso la diversificazione dei servizi e che a seguire negli anni successivi con il nuovo Vertice aziendale a responsabilità di Ferdinando Balzamo, portano a sviluppare l’organizzazione, ulteriori nuovi servizi e a definire la Napoli Servizi, una Società di Facility management (Servizi integrati) tra le poche realtà simili in Italia per tipologia e dimensioni.
[continua...]
